Laboratorio di Religione

di Giulia Tombaccini www.giuliatombaccini.it
"Gesù amò i bambini e li predilesse per la loro semplicità e gioia di vivere, per la loro spontaneità, e la loro fede piena di stupore!”
(Giovanni Paolo II -Angelus del 18.12.1994-) (contattami)

10 aprile 2008

La forza della collaborazione!

Tutti insieme nella casa di Gesù siamo più forti!!!

Obiettivi:

  • Identificare la chiesa come luogo di accoglienza
  • Intuire di far parte di un gruppo e quindi della comunità cristiana
  • Sentire la forza della collaborazione, base di una comunità


Oggi, appena tutti sono entrati appesa alla parete del laboratorio c'era l'immagine di una grande chiesa con la porta che si poteva aprire...
"E' una chiesaaaa!!! Cosa c'è dentro???"
Così dopo aver accolto Gesù nel nostro cuore recitando una bella preghiera ognuno ha raccontato di quando la domenica va a messa...il piacere di andare con mamma e papà...di incontrare nella casa di Gesù degli amici...oppure la nonna che dalla panca allunga le caramelle...etc etc...
Poi ho chiuso le persiane e spento la luce...si vedeva giusto la chiesa e dato che erano tutti curiosi che io aprissi la sua porta ho chiesto ai bimbi di bussare per scoprire chi ci fosse.
Un bel coro urla "TOC TOC!!!"...ma niente.
Li incito a ripetere ancora e poi ancora... ad un certo punto...
...
una luce!!!
Sì, proprio una luce esce da dietro la porta della chiesa!
(senza farmi vedere ;-) con l'accendino creo una piccola scintilla di luce)
Che meraviglia!!!
Subito li incito a dire cosa secondo loro possa rappresentare questa luce.
Così c'è chi dice Gesù, chi Maria, chi Giuseppe chi un Angelo...la maggior parte la definisce "la luce di Gesù" abbinando questa luce alla candelina che accendiamo ogni volta e che rappresenta appunto Gesù tra noi.
Li interrompo narrando un racconto russo:
Una volta un vecchietto seminò tanti fagioli ma appena le piante iniziarono a crescere si accorse che una non era una pianta di fagiolo ma un'erbaccia cattiva.
Era piena di spini e soffocava le piantine buone così decise di strapparla
.

Tira, tira e tira...ma niente!Per quanto tirasse la pianta non veniva via dal terreno!
Allora il nonnino chiamò la moglie per aiutarlo.

La donna si attaccò alle sue spalle, il vecchio si attaccò alla pianta e insieme tirarono, tirarono e tirarono...ma per quanto tirassero l'erbaccia non veniva via!
Allora la nonnina chiamò la nipotina.
La bimba si attaccò alla nonna, la nonna al nonno, il nonno alla pianta e tirarono...tirarono ma niente! Non veniva via!!!
Allora la bambina chiamò il cagnolino...che a sua volta chiamò il gattino ma ancora niente...così il gattino chiamò il topolino...

Il topo si attaccò alla coda del gatto, il gatto alla coda del cane, il cane si attaccò al vestito della bambina, la bambina alla sottana della nonna, la nonna alle spalle del nonno ed il nonno si attaccò alla pianta e tutti insieme tirarono...tirarono e tirarono e credetemi, alla fine, insieme, riuscirono a strappare dal terreno l'erbaccia cattiva!

Che divertimento interpretare questa storia!!!
Ho poi chiesto: "il nonno da solo ce l'ha fatta a strappare l'erbaccia???"
E tutti: "noooo"
"e perchè secondo voi non è riuscito???"
un bimbo: "perchè tutti insieme sono più forti!"
Annuendo spiego loro che la chiesa è la casa di Gesù ma che Gesù apre le porte a tutti noi, ci vuole tutti vicini: "perchè secondo voi Gesù ci chiama tutti e non si accontenta di uno o due???"
Tutti: "perchè tutti insieme siamo più forti!"
Così ho distribuito a tutti una chiesa, matite e colori, per dare un significato alla luce che abbiamo visto: "chi secondo voi ci accoglie in chiesa?".
Ma non dimentichiamoci le nostre piantine!!!E' ora di piantarle in tanto terriccio!
Così, INSIEME, abbiamo piantato tutte queste belle piantine di ceci, lenticchie e fagioli e ci impegniamo ad averne cura!!!

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01 aprile 2008

Pasqua è festa di vita!

Gesù con il dono della sua vita apre a tutti noi le porte per una nuova esistenza...

Obiettivi:
  • Vivere la resurrezione di Gesù come momento di gioia
  • Comprendere il messaggio di rinascita dato dalla Pasqua
  • Sperimentare che la vita ha bisogno di cure

Nascosto sotto il telo verde c'è uno splendido praticello, un bell'albero di cachi e la prima neve...l'inverno si avvicina e le formiche sono tutte prese dal loro lavoro: cercare tante briciole per la scorta invernale.
Solo questo bel bruchino non sa che fare...perchè se ne vanno tutti??? Dove vanno? Perchè le api non si vedono più? Perchè inizia a sentire freddo? E cos'è quella cosa bianca e tanto fredda che sta coprendo i prati e gli alberi???
"Ma è la neve!" gli dice la formica Raffaella meravigliata da quella domanda! "E ne arriverà ancora se non ti sbrighi a chiuderti nella tua casa come farò presto anch'io...è l'inverno caro mio!!!"...aggiunge.
Il bruco Ginetto rimane a bocca aperta..."la neve? L'inverno? La mia casa???...ma Raffaella io non ho una casa!"
"Ma sì che ce l'hai! Tutti i bruchi ne hanno una...la devi fare tu come fanno tutti quelli come te...anzi...adesso che ricordo la tua casa si chiama bozzolo! Sì proprio bozzolo! Dovrai costruirti un comodo bozzolo e così riuscirai a non rimanere congelato dal freddo inverno! Bruco Ginetto, ti conviene sbrigarti!" lo incita Raffaella.
Ginetto è preoccupato perchè lui non sa proprio come fare a costruirsi un bozzolo..."nessuno mi ha mai insegnato...Raffaella insegnami per favore..."
Così Raffaella sbuffando un pò decide di rassicurare l'amico..."Ginetto non devi preoccuparti, hai presente il ragno Spider? Lui costruisce grandissime ragnatele con la sua saliva e anche tu come Spieder hai una saliva speciale...vedrai che la tua saliva si trasformerà in un morbida e calda coperta per l'inverno! Ora però devo proprio scappare! Buona fortuna Ginetto!"
Così Ginetto meravigliato ma pieno di impegno prova a sputare...eeeePTU!
Niente da fare...eeeePTUUUU...niente!
Ma ecco che al terzo tentativo...eeeeeEEEEEPPPPPTTTUUUUUUUUUUUUUUU...dalla sua piccola bocca esce un lungo e morbido filo che lo avvolge tutto!

Così l'inverno trascorre e Ginetto dorme profondamente senza sentire freddo dentro al suo comodo bozzolo... ..ma all'arrivo della primavera qualcosa di meraviglioso accade! Il bozzolo si apre ma Gino non è più lo stesso...la sua è una nuova vita, una vita meravigliosa perchè ora è una splendida farfalla!!!

Anche Gesù è morto e poi risorto a nuova vita, una vita completa e quindi ancor più meravigliosa. "Sì maestra, è una vita più bella perchè ora Gesù può volare come la farfalla e andare in paradiso e lì è bellissimo" ...dice Matteo.
Ho chiesto se seondo loro solo Gesù può risorgere..."Sìììì solo Gesù" rispondono tutti in coro.
Quando ho spiegato loro che Gesù ci ha fatto un regalo immenso perchè grazie a lui anche noi possiamo risorgere e anche la nostra vita diventerà nuova e sarà meravigliosa come quella della farfalla...che stupore!!!
Così per non dimenticare questa splendida scoperta ho distribuito tanti semi...lenticchie, ceci e fagioli.

Li abbiamo adagiati in tanto morbido cotone per farli germogliare...Ho sottolineato che se li osserveranno bene noteranno che ogni semino inizierà a fare qualche crepa e in pochi giorni si spezzeranno in due, loro "moriranno" per far nascere una grossa radice e poi una bella piantina! A turno ognuno dei bimbi sarà nominato "curatore" e dovrà prendersi cura delle nostre piantine...senza le nostre attenzioni, infatti, non potranno crescere.
Hanno bisogno di acqua, di luce e presto di essere piantate in tanto terriccio!
Con pochi giorni di cure le sezioni hanno già fatto crescere tante belle piantine!
Non ci resta che piantarle! ... BUONA PASQUA!!!

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01 marzo 2008

Non lo vedo ma...sò cos'è!

Ci sono cose invisibili che si possono solo sperimentare...

Obiettivi:
  • Stabilire una relazione con l'invisibile
  • Sperimentare l'invisibile e imparare a "vederlo"


Niente telo verde oggi...ma un bel pacco regalo ha rubato tutta l'attenzione!

"Un regalooooo maestra???" ... "E' per noi...???" ...

Questo regalo non si può toccare...è lì...fermo al centro della nostra saletta, che curiosità!!!
Ma cosa c'è dentro???
Ho chiesto di provare ad indovinare il contenuto e le idee sono state tante e di ogni genere...ma...
...mi è bastato toccarlo un attimo che... "din din din din din..."

"Maestra c'è un campanellino!!!" tutti quanti in coro!
Così ho chiesto come facessero a saperlo visto che il pacco è chiuso : "si sente!!!"

...le nostre orecchie erano riuscite a vedere dentro il pacco...
Avendolo fatto notare sono rimasti tutti stupiti...che sorpresa!!! Sappiamo vedere certe cose che non si vedono!!!

Come il campanellino, anche l'amicizia, l'amore, la paura, la gioia e tutte le emozioni non si vedono ma eccome se le sentiamo!!!
Anche Gesù è come il capanellino e quando sentiamo l'amicizia, l'amore, la gioia...sentiamo anche Gesù!
Così abbiamo provato a sentire una parola d'amore e una parola dove l'amore non c'è...che differenza!

Che nervoso sentirsi dire da un'amico qualcosa di brutto e che gioia sentirsi dire qualcosa di bello!!!

Abbiamo scoperto che anche i gesti: le carezze, i baci, le botte... fanno vedere i sentimenti e abbiamo provato a fare giochi di ruolo utilizzando parole e gesti per far vedere il nostro sentimento invisibile.E facendo un bel disegno per la nostra amica Mahawa abbiamo scoperto che anche un semplice disegno serve a dare gioia ad un'amica e a mostare amicizia!

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01 febbraio 2008

Il Buon Samaritano

Amare il prossimo vuol dire riconoscere chi ha bisogno di noi e aiutarlo.
Obiettivi:
  • Conoscere la parabola del Buon Samaritano
  • Scoprire che attraverso le parabole Gesù rivela l'amore di Dio
  • Cogliere il significato della parabola del Buon Samaritano
  • Stimolarsi a mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù
  • Imparare a donare e a condividere
  • Sperimentare atteggiamenti di solidarietà e altruismo

Oggi il telo verde nasconde qualcosa di grosso!

E' così gonfio! Ma cosa ci sarà mai???

Prima di scoprirlo però, ognuno di noi ha cercato di ricordare quando si è comportato male con qualcuno ed ha raccontato ai compagni l'episodio.

Dopo che ogni bimbo ha raccontato il proprio ricordo insieme abbiamo discusso su come avrebbe potuto rimediare e quale sarebbe stato il comportamento giusto.

Ne è venuto fuori un dibattito degno di "porta a porta"! ;-)

A questo punto ho letto Lc 10,29-35: la parabola del Buon Samaritano.

Le immagini che mano a mano accompagnavano la lettura hanno rapito l'attenzione dei bimbi e li hanno aiutati ad immedesimarsi ancora di più nel racconto.



Il telo verde nascondeva tanti trasvestimenti, una ciotola, due bastoni di cartone, tempera rossa...cerotti, cotone...tutti materiali utili a drammatizzare la parabola!

Così eccoci trasformati nei personaggi della parabola!...il Buon Samaritano è stato il ruolo più ambito e questo mi ha fatto piacevolmente intuire che i bimbi hanno realizzato il piacere di aiutare e sono riusciti a ritrovare nel buon Samaritano un modello.

Ecco qui il nostro giudeo in cammino...

...ma ad un tratto due briganti pericolosi lo assalgono a bastonate...(con bastoni di cartone immersi nella tempera rossa abbiamo simulato le ferite!) e lo lasciano mezzo morto ai bordi della strada portandogli via tutti i suoi averi...
Poco dopo passa da quella strada un sacerdote del tempio...il povero giudeo pensa "ma che fortuna!Sicuramente lui mi aiuterà"...e invece il sacerdote dà un'occhiata e tira dritto dicendo di avere molta fretta!
Fece lo stesso un assistente dei sacerdoti...anche lui va di fretta e ignora il povero giudeo.
Ma ecco che il giudeo ormai stremato sente che sta arrivando qualcun'altro ma appena vede che è un samaritano perde ogni speranza.

Infatti Samaritani e Giudei erano nemici! Ma il Samaritano non ci pensa due volte, scende dal suo asino e soccorre il Giudeo.

...pulisce e medica le sue ferite, lo fà bere e lo carica sul suo asino fino alla locanda più vicina...

E' stato davvero bello immedesimarsi in questi personaggi facendosi aiutare e aiutando! Ci siamo anche ricordati che aiutando la nostra amica Mahawa anche noi siamo un pò come il Buon Samaritano e questo ci piace!!!

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09 gennaio 2008

Che bello scoprire nel mondo una nuova amica!

Gesù ci insegna ad amare!

Obiettivi:
  • Favorire il sentimento di aiuto reciproco.
  • Vivere esperienze di fratellanza universale.
  • Conoscere il significato cristiano di fratello.
  • Imparare a dare affetto e conforto.
  • Vivere esperienze di altruismo.
Questo è Gino!
Gino è un elefantino nato in una calda notte d'estate in Africa.
Gino è proprio un bel elefante e tutti gli animali della foresta fanno la fila per dargli il benvenuto e abbracciarlo.
La mamma e il babbo di Gino sono molto fieri di lui...ha grandi zanne, due belle orecchie e delle zampe robuste e forti! Sono tutti certi che da grande diventerà il re degli elefanti...ma...Ohhhhh noooo la proboscide di Gino è troppo corta!
E' un vero disastro per un elefante avere la proposcide corta...non riesce infatti a bere e mangiare, non può arrivare all'erba in terra e nemmeno alle foglie sugli alberi!
Presto Gino sarebbe morto di fame!
Gino piange, la mamma e il babbo sono disperati ma per fortuna la giraffa decide di riunire tutti gli animali per trovare una soluzione.
In realtà ad alcuni animali non importa di Gino, dicono che tanto non si può far nulla, e che cercare di aiutarlo è tutta fatica sprecata e decidono di andarsi a divertire al fiume e mangiare quanche cosina.
La giraffa Iffa, il leone Leo, la jena Jo (che tutti credevano antipatica e cattiva) e qualche elefante decidono invece di provare a trovare una soluzione.
E' proprio la jena Jo ad avere un'idea! " Perchè non leghiamo la sua corta proposcide con una corda e proviamo a tirare tutti insieme?" dice Jo.
"Ma noooo è impossibile!" dice Iffa.
"Vabbè...provare non costa nulla no?" interviene Leo...e così trovata una corda legano il nasino di Gino e tutti insieme tirano...."ohhhhissa!"

E con grande meraviglia il naso di Gino si allunga un pò...così tirano ancora e ancora finchè la proboscide tocca terra!
Gino è salvo!
Che gioia! E che bravi Iffa, Leo, Jo e gli elefanti! Sono dei veri amici!

E ora...cosa nasconde il telo verde???
Una lettera...una grande lettera dalla Sierra Leone indirizzata ai bambini della scuola dell'infanzia Maria Immacolata...è per noi!
Che curiosità!
Ma dov'è la Sierra Leone?
Con un mappamondo abbiamo visto com'è fatta l'Africa e dove invece viviamo noi.
Questa lettera è volata fino a noi dall'Africa...ha fatto un lungo viaggio...e come degli aerei abbiamo provato ad immaginarlo.

Leggo la lettera a tutti i bimbi e scopriamo che è Mahawa che ci scrive!
C'è anche una sua foto...

tutti la osservano meravigliati...com'è diversa da noi...chi è? Perchè ci ha scritto?

Continuo a leggere e sento un grande silenzio, sono tutti molto colpiti..."che triste però la storia di Mahawa"..."poverinaaaa" "andiamola a prendere maestra!" sento ripetere.
E' sì...Mahawa come Gino ha un problema, è stata un pò sfortunata...il papà è malato e non trova lavoro, la mamma spaventata è scappata via, il babbo ha provato a cercarla ma senza risultati e così non potendo mantenere Mahawa l'ha lasciata in un centro di aiuto dove ci sono tanti bimbi come lei.
Però gli mancano così tante cose...
Abbiamo parlato molto su di lei, sul suo problema e abbiamo deciso che vogliamo essere come Iffa, Leo, Jo e gli alefanti che hanno aiutato Gino, loro sì che sono stati veri amici! Non vogliamo essere come gli altri che se ne sono andati a giocare.
Abbiamo capito che è importante avere amici, gli amici hanno salvato Gino che da solo non ce l'avrebbe fatta...quindi Mahawa sarà come un tesoro per noi, e noi lo saremo per lei.
Noi abbiamo molte cose, tante non ci servono nemmeno...potremmo rinunciare a qualche cosa e tenere un soldino per lei, possiamo scriverle qualche lettera con l'aiuto di mamma e papà...rallegrarla con i nostri disegni...

...e così, dopo questo incontro, è stato facile dire grazie a Gesù per questa nuova amica!

Per non dimenticare che i pensieri dei bambini DEVONO essere liberi e spensierati...in qualsiasi parte del mondo!

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14 novembre 2007

Evviva la diversità!


Questi disegni rappresentano la sequenza di una lunga e splendida storia che ha colpito molto tutti i bambini.
Racconta come ognuno di noi spesso vede solo le proprie mancanze...ognuno è diverso ma proprio per questo unico e speciale...basta saper guardare dal verso giusto!
Abbiamo scoperto che non sappiamo fare tante cose...ma ci siamo ricordati che in altrettante siamo bravissimi...gli amici ci hanno aiutato a scoprirle!





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24 ottobre 2007

Dio mi chiama per nome perchè mi ama da sempre!

Dio conosce il tuo nome.
Prima che tu nascessi, Dio ti conosceva: ti ha chiamato e sei venuto al mondo.
Ti chiama per nome perchè ti ama da sempre!

Obiettivi:
  • Scoprire di essere stato desiderato, atteso, accolto;
  • Conoscere il proprio nome come segno d'identità;
  • Intuire il significato sociale ed emozionale di avere un nome;
  • Conoscere il valore di far parte di una famiglia;
  • Intuire di far parte della comunità dei cristiani: il Battesimo;
  • Rivivere la gioia della propria nascita.
“Chi di voi vorrebbe un altro nome?”
"Regaleresti il tuo nome in cambio di questo gioco?” …

Ci siamo ritrovati così...e che simpatico vederli presi nell'immaginare qualcosa di bello in cambio del loro nome.
“ssshhh, ascoltate tutti bimbi! Voglio raccontarvi la storia di una bimba…proprio come voi…”
Ottenuto il silenzio ho raccontato la storia:


LA BAMBINA SENZA NOME. di Piumini
C’era una volta una bambina che aveva un nome come tutti i bambini del mondo: era allegra, e andava spesso a giocare in un certo giardino.
Un giorno lanciò la palla al di là di una siepe, e quando andò a riprenderla, non la trovò.
Cerca qua, cerca là, la pallina non c’era.LA bimba era stupita e anche un po’ spaventata…come può essere sparita la mia palla?Oddio…chi l’avrà presa?E se qui dietro la siepe c’è qualche brutto mostro? O magari un orso o un lupo cattivo…oddio!!!
Mentre pensava a tutte queste strane possibilità sentì, ad un tratto, una vocina, in alto:
E’ tua questa palla, piccina?-
La bambina guardò su e vide un omettino, piccolino e magro, magro.
Era seduto a cavallo di un ramo dell’albero:aveva la palla tra le mani!
-Cero che è mia!Dammela!!- disse la bimba.
-E tu cosa mi dai in cambio?-
-Niente!La palla è la mia!-
-Ma adesso ce l’ho io!-
-Non ho niente da darti!- disse la bambina.
-Sì che ce l’hai!: dammi il tuo nome!-
Pensando che l’ometto che scherzasse, la bimba gli disse:
-va bene, te lo do…tanto il nome non serve a niente!Buttami la palla ora!-
L’ometto sorrise, lascio cadere la palla, lei la prese e tutta contenta tornò a casa.
Si sentiva strana.
E più strana si sentì quando si accorse che la salutavano senza più dire il suo nome, dicevano solo “hei tu!”: poi pensandoci si accorse che nemmeno lei lo ricordava.
-Mamma come mi chiamo io?- disse allora la bimba a sua madre.
-Tuuuu?Non hai nessun nome- disse la mamma.
La bambina andò a guardare i suoi libri e i suoi quaderni e vide che non c’era nessun nome.
-Tu! Scendi a fare merenda!- grida la mamma dal di sotto.
“la mamma mi ha sempre detto di non chiamare nessuno con un tu…E’ proprio perché io un nome non ce l’ho che ora lo fa…” pensò con tristezza.
Allora piangendo, la bambina prese la palla, andò in giardino e arrivò sotto l’albero.
L’omino era ancora lassù, seduto sul ramo, con la mano chiusa e sorrideva.
-Ridammi il mio nome!!!- gridò la bambina –ti ridò la palla se vuoi-
-tieniti la palla piccolina, e anche il tuo nome: e un’altra volta non darlo a nessuno capito?-
Aprì la mano e all’improvviso la bimba ricordò di chiamarsi Antonella e si mise a saltare per la gioia.
Corse a casa e la mamma le chiese- dove sei andata, Antonella???-
-Avevo perso una cosa molto importante, mamma-
disse Antonella, e lo disse così seria che la mamma le diete un bacio…di quelli che fanno rumore.

Bè...ora tutti hanno ritrattato la "vendida" del loro nome...
"maestra, no...non la voglio più la grotta dei Gormiti"...mi sento subito dire.
:-)
Abbiamo così giocato a "tu sei unico perchè" (si chiama ad alta voce ogni bimbo a turno e tutti evidenziando le cose belle e uniche che vedono in lui)
Ma c'è ancora il telo verde da scoprire...che ci sarà mai???
Ho alzato il telo ed ecco tante fotografie del Battesimo, una bacinella piena d'acqua ed una bambola vestita di bianco!
"Ma maestra siamo noi!"


Infatti il telo nascondeva le foto del loro Battesimo ed è stato molto emozionante per tutti osservarsi e con orgoglio mostrarle agli amici!
Ho spiegato che è stato quello il momento in cui il loro nome è stato consacrato a Dio.
Durante il Battesimo il sacerdote ha chiesto a mamma e papà “che nome date al vostro bambino?” ed è così che siamo entrati a far parte della famiglia di Gesù!
Che divertimento poi, simulare il momento del nostro Battesimo e dire a gran voce il proprio nome!

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24 maggio 2007

Gesù non ti vedo ma mi fido di te e...salto!


Fidati di Gesù...non sarà mai un salto nel vuoto!



Obiettivi:
  • Fare acquisire nei bambini la consapevolezza che chi li ama non li abbandona mai, persino nel momento in cui essi non possono vederlo;
  • Vedere Dio come un padre di cui avere fiducia assoluta;
  • Riconoscere di non poter far tutto da soli;
  • Riconoscere il valore dell'aiuto.


Ho iniziato il nostro ultimo incontro leggendo la storia che segue:

NON TI VEDO PAPA’!


"C’era una volta una famiglia felice che viveva in una casetta di periferia.
Una notte nella cucina della casa scoppiò un terribile incendio.
Mentre le fiamme divampavano, genitori e figli corsero fuori.

Si abbracciarono spaventati e impotenti guardarono la loro casa avvolta dal fuoco e dal fumo.

Ma in quel momento si accorsero, con grande orrore, che mancava il fratellino più piccolo, un bimbo di cinque anni.
Al momento di uscire, impaurito dalle fiamme e dal fumo, era tornato indietro ed era salito al piano superiore, nella sua cameretta.

Che fare ora???

Il papà e la mamma si guardarono disperati, le due sorelline cominciarono a gridare.

Era ormai impossibile avventurarsi in quella fornace…e i vigili del fuoco ancora non si vedevano arrivare!
Ma ecco che lassù…in alto…si aprì la finestra della cameretta e il bambino s’affacciò urlando disperatamente: “Papà, papà!!!” .

Il padre accorse e gridò: “Salta giù!”
Sotto di se il bambino vedeva solo fuoco e fumo nero, ma sentì la voce e rispose: “Papà, non ti vedo…”.
“Ti vedo io e basta. Salta giù!” urlò forte il padre.

Il bambino era indeciso e intimorito perché non vedeva nulla ma alla fine saltò e si ritrovò sano e salvo tra le robuste braccia del papà, che lo aveva afferrato al volo."



Ho poi stimolato il dialogo verificando la comprensione della storia.
Mediante semplici domande di comprensione e altre di immedesimazione siamo arrivati a capire che Gesù è come quel papà di cui ci si può fidare persino ad occhi chiusi...
Un bimbo mi ha lasciata a bocca aperta facendo da solo il collegamento con il Buon Pastore.
Si sono poi immedesimati nel bambino della storia e a turno venivano bendati (come il bimbo che non vedeva a causa del fumo) con l'obiettivo di superare gli ostacoli (il fuoco dell'incendio) e raggiungere una sedia (la cameretta) da cui saltare.
Ogni bambino aveva con sè un amico, non bendato, che lo teneva stretto e lo aiutava ad evitare i pericoli.


In realtà qualcuno ha provato a dire che da solo ce l'avrebbe fatta comunque e che non aveva bisogno di nessuno...ma si è subito accorto che non riusciva ad avanzare e ha immediatamente espresso il bisogno e il desiderio di affidarsi ad un amico.


Ci siamo infine salutati costruendo uno splendido rosario personale...abbiamo imparato ad usarlo e sarà il ricordo dell'anno passato insieme!




Ho voluto dedicare tre incontri speciali per la sezione dei 3 anni.
Vista la tenera età sentivo la necessità di incontrarli a piccoli gruppi e instaurare un dialogo più intimo e personalizzato.
Così a gruppetti di 5 o 6 si sono presentati al laboratorio con molto entusiasmo e hanno lavorato con grande attenzione nella costruzione del loro primo rosario, di una splendida candelina decorata con pietre luminose (un simbolo che durante l'anno hanno accolto subito con grande attenzione e meraviglia) e soprattutto hanno dato il loro meglio nella realizzazione della loro prima preghiera personale.
Non è stato subito immediato ma poi i risultati sono stati meravigliosi e teneri.
Così c'è chi ha pregato perchè la gamba malata della nonna guarisse, altri hanno chiesto a Gesù che l'amico fosse un pò più buono, qualcuno ha chiesto che visto che lui e la mamma sono caduti in bicicletta e hanno avuto paura se la prossima volta Gesù poteva stargli vicino per non cadere...un bimbo di tutta risposta ha pregato Gesù di farlo stare vicino alla mamma così non sarebbe caduta anche lei in bicicletta...e così via...

Nella speranza di aver dato ai "nostri" bambini un contributo reale, seppur piccolo, nell'amare Gesù e nel sentirsi amati, auguro una serena estate a tutti.
Al prossimo anno per continuare a scoprire la bellezza di Dio!

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03 maggio 2007

LA CHIESA SIAMO NOI !!!!


Tutti insieme nella casa di Dio!!!
Solo l'amore edifica durevolmente.

La Chiesa fatta di pietre vive,
costruita con Cristo, supera i secoli!


Obiettivi:
  • Comprendere che la Chiesa è la casa e la famiglia di Gesù e dei cristiani;
  • Intuire la propria appartenenza alla cumunità cristiana;
  • Intuire che in Chiesa si radunano persone "diverse";
  • Scoprire gli elementi, gli oggetti e le persone che sono in relazione con la Chiesa;
  • Riconoscere la domenica come giorno speciale;
  • Intuire che nella S. Messa il Sacerdote rinnova i gesti di Gesù;
  • Identificare la Chiesa non solo come luogo di preghiera e dialogo con Dio, ma anche come comunità cristiana.


"Ma maestra com'è grande il telo verde oggi!!!"
Tutti meravigliati perchè oggi il telo verde nasconde una nuova scoperta che occupa gran parte della parete.
Così, con la candelina accesa e qualche bella preghiera libera, abbiamo fatto un piccolo ripasso dell'incontro precedente.
La scoperta della diversità delle abitudini, delle lingue, degli abiti, del colore della pelle e delle case dei bimbi di tutto il mondo è stata fonte di grande meraviglia e divertimento.
Ho così ripreso in modo particolare l'immagine delle case nel mondo.
Abbiamo osservato ancora una volta la stranezza di alcune di queste, abbiamo espresso la voglia di provarle, di vederle e ci siamo accorti di amare la diversità!
Abbiamo descritto la casa in cui viviamo, abbiamo contato quante case abbiamo...chi una, chi due e chi tre...
Che confusione quando ho detto che chi affermava di avere una casa in realtà ne aveva due, chi diceva due in realtà erano tre...e così via...
E tutti a dirmi..."no maestra! Io ne ho due! Quella dove vivo con mamma e papà e quella del mare! Non tre!" "No maestra io ne ho una, davvero!"...etc...
Ho detto loro che esiste una casa, una grande casa uguale per tutti, anche per i bimbi stranieri che abbiamo conosciuto...esquimesi, africani, indiani..., una casa che è di tutti!
Ho così scoperto il telo verde che nascondeva una chiesa circondata dai loro disegni (quelli del precedente incontro e che rappresentavano il bimbo straniero che li aveva colpiti di più).
"MA E' LA CHIESA!!!"
"Ci sono anche i nostri disegni!"


Ho così spiegato che la Chiesa è sia un edificio, luogo di incontro per pregare e celebrare, sia le persone stesse che credono in Gesù.
Queste persone sono la Chiesa di pietre vive!


Ho così distribuito tanti mattoncini su cui disegnare il proprio viso e nome.
Poi, a turno, li abbiamo incollati alla parete della chiesa.


L'abbiamo osservata...con i nostri mattoni, con quello di Gesù, dei nostri amici e dei suoi amici! Ora è decisamente più forte di prima!!!
Abbiamo così urlato tutti insieme: "Noi siamo importanti per Gesù! Siamo le pietre vive della Chiesa!"

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12 aprile 2007

PACE e FRATELLANZA!!!

Pelle bianca come la cera
pelle nera come la sera,
pelle arancio come il sole,
pelle gialla come limone:
tanti colori come i fiori!
Di nessuno puoi fare a meno per disegnare l'arcobaleno!!!


Obiettivi:
  • Educare alla pace: instaurare relazioni positive
  • Rispettare la multiculturalità
  • Sviluppare sentimenti di accettazione
  • Vivere gesti di amicizia
  • Saper gestire la conflittualità
  • Conoscere segni di pace
  • Cogliere l'insegnamento di Gesù nei gesti di pace
  • Riconoscere pari dignità alle persone
  • Accogliere le diversità, rispettarle e apprezzarle
  • Coltivare il valore di fratellanza universale
  • Conoscere il significato cristiano di fratello


Dopo aver acceso come sempre la nostra candelina che ci ricorda che la luce di Gesù è sempre con noi, abbiamo recitato insieme una nuova preghiera: la poesia della pelle (vedi in alto) che ci ha introdotto il tema della pace e fratellanza.
Ho chiesto a tutti di esprimere a parole la propria idea di pace...
Riporto alcune frasi:
"la pace è quando prima si litiga e poi si chiede scusa" ;
"è quando ci si vuole bene";
"è quando se dò un calcio a un mio amico gli chiedo scusa";
"è quando non c'è la guerra. Mio babbo mi ha detto che in certi posti c'è la guerra anche in questo momento";
"è quando ci si stringe la mano";
"è quando ci si abbraccia";
"è quando ci si fa un regalo dopo che abbiamo litigato";
"è darsi un bacio"....e tante altre...


Ho poi tirato fuori dal telo verde qualche segno di pace (disegnato in tanti cartoncini uniti ad un filo e appesi) : la colomba di Noè, l'arcobaleno (simbolo dell'unione di tutti i colori), i rami d'ulivo, la stretta di mano tra fedeli, tanti amici di paesi diversi insieme...

Ho poi suggerito situazioni in cui recitando facevamo finta di entrare in disaccordo con l'altro, di escluderlo dal gioco, di portargli via un gioco o un colore (come nella foto), di non concedere aiuto...e ho lasciato libera la modalità per "fare pace"...qui sotto vediamo un bel bacio!

...ma la pace non è solo questo...
Abbiamo infatti osservato più attentamente uno dei simboli della pace: quello che rappresenta tanti bimbi di nazionalità diverse riuniti insieme e ci siamo confrontati sulle nostre esperienze.
Io ho raccontato delle mie esperienze all'estero e di come sia amica di tante persone esteriormente diverse da noi; un bimbo dei 3 anni ha ricordato che nella loro sezione Paul è Irlandese; i 5 anni che Yana è Ucraina; una bimba dei 5 anni ha raccontato che una sua amica ha la pelle "non è nera ma è molto marrone"...e così via...

Ho così chiesto loro di guardarsi e dirmi se erano tutti uguali o c'erano differenze...
Abbiamo così scoperto che anche la nostra pelle non è uguale, c'è chi è più scuro, chi ha la pelle di un rosa più pallido...chi ha i capelli neri, chi biondi...e così via!
Insomma siamo tutti diversi...

Ho esposto poi un cartellone che mostra come anche le case in cui vivono i nostri amici lontani siano diverse da noi europei...e così la pagoda per il bimbo cinese; la capanna di fango e paglia per l'amico africano; l'igloo tutto di ghiaccio dell'esquimese e la tenda indiana.
Si sono molto diverti ad osservarle...le hanno definite "strane"!!!


Ma non solo! Da una busta ho tirato fuori tanti piccoli travestimenti, un capellino giapponese, un cappuccio di pelo per l'esquimese, un collana di fiori per l'hawaiana, un copricapo con piuma per l'indiana, e il velo per l'arabo!


Così travestiti, a turno, abbiamo imparato la gestualità dei diversi modi di salutare e in alcune lingue anche le parole di saluto:

-Gli indiani si inchinano con le mani giunte dicendo: "Namastè";
-Gli arabi portano la mano destra alla fronte, poi alla bocca e infine al petto dicendo "Salaam!" e inchinandosi;
-I giapponesi posano le mani sulle cosce e inchinando il busto dicono "Sajonara!";
-Gli esquimesi si salutano sfregandosi naso contro naso;
-Gli hawaiani con un bel "Aloha";
....e poi i russi...i francesi...i tedeschi...gli africani...


Ognuno ha infine fatto un bel disegno del bimbo straniero che lo ha colpito di più con la sua "strana" casa!
Ci siamo davvero divertiti nel scoprire quanto è bello conoscere le differenze e accettarle!


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22 marzo 2007

Prepariamoci alla Pasqua!

Acclamiamo Gesù che ci ama!
Il suo amore è più forte della morte!
Il mistero della croce e della resurrezione ce lo insegna...



Obiettivi:
  • Conoscere gli avvenimenti della passione, morte e resurrezione di Gesù
  • Intuire che la Pasqua è una festa molto antica
  • Intuire la dimensione conviviale della festa di Pasqua con l'Ultima Cena
  • Comprendere il gesto che Gesù compie nell'Ultima Cena e ritrovarlo nell'Eucaristia
  • Conoscere il messaggio religioso della S.Pasqua
  • Vivere la resurrezione di Gesù con gioia
  • Conoscere il significato dei segni pasquali
  • Conoscere che dal seme che muore nasce una vita nuova e accostare per analogia il mistero di Gesù morto e risorto
Dopo aver acceso la nostra candelina e pregato tutti insieme ho preso in mano una Bibbia illustrata per mostrare l'immagine dell'arrivo di Gesù a Gerusalemme accolto dalla folla con rami di palma e acclamato a gran voce!
Ho chiesto perchè secondo loro Gesù veniva festeggiato così e le loro risposte sono state: "Ma perchè è Gesù!" ; "Perchè è il più buono"; "Perchè dice delle cose importanti"; "Perchè gli vogliono bene"...
Ho ricordato che l' 1 aprile -domenica delle Palme- faranno anche loro lo stesso...e tutti hanno così raccontato degli anni precedenti e del fatto che tengono i rametti benedetti in casa...chi nella propria cameretta, chi nella sala...chi se li fa portare da nonna ogni anno...e chi invece alla nonna li porta...
Ho continuato poi a mostrare le immagini fino a quella dell'ultima cena.
Ci siamo allora seduti tutti a terra in cerchio e da sotto il telo verde ho preso un calice e una pagnotta di pane che avevo precedentemente costruito con carta e pongo.



Abbiamo così provato a simulare l'ultima Cena di Gesù con i discepoli.
Ognuno ha ricevuto un pezzetto di pane e bevuto nel calice...ripetendo le parole di Gesù.
Accostare questo momento all'Eucaristia non è stato difficile.
La maggior parte ha infatti ben impresso nella mente il ricordo di quando durante la messa, come ha detto una bimba dei 4 anni "Don Marcello alza l'ostia e il bicchiere".
Ma quando ho chiesto come mai si chiama ULTIMA cena nessuno ha saputo rispondere.


Abbiamo così guardato la videocassetta delle ElleDiCi che racconta, in formato cartoon, a partire dall'arresto di Gesù, la sua morte e resurrezione.
Le domande volavano a raffica...molti si sono emotivamente colpiti durante le immagini di Gesù crocifisso...non ho voluto forzare nulla, ho lasciato che i bambini interiorizzassero liberamente, ho risposto alle loro domande ma senza dare ulteriori spiegazioni.

Alla fine del video sono passata all'accostamento con la rinascita del chicco di grano: "Se il chicco di grano muore produce molto frutto" (Gv. 12,20-33).
Gesù muore, proprio come il seme che scompare nella terra e si apre per fare uscire le radici, ma poi risorge e così anche dal seme nascerà una nuova vita!

Abbiamo infine colorato le nostre spighe che chiuse a fisarmonica e aperte mano a mano, da chicchi di grano rinascono e diventano spighe!


...Buona Pasqua!

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01 marzo 2007

Giochiamo con Gesù!


Obiettivi:
  • Sensibilizzare i bambini attraverso il gioco
  • Fare un ripasso divertente degli argomenti affrontati fino ad ora ripercorrendo anche la storia di Gesù
  • Imparare a giocare (vincendo o perdendo)
  • Far riflettere il bambino sugli atteggiamenti che possono allontanare da Gesù riprendendo situazioni quotidiane



Questa mattina una giornata un pò diversa dal solito!
Quando ho detto a tutti i bimbi che oggi avremmo soltanto giocato, alcuni, tra le urla di contentezza generale, mi hanno chiesto..."ma a Gesù va bene se oggi giochiamo solo?".
Dopo che li ho rassicurati dicendo che Gesù è più che contento a vedere che i bimbi sanno giocare bene e si divertono, abbiamo così acceso la nostra candelina e dopo aver detto la preghiera ho spiegato a tutti che avremmo fatto dei giochi un pò particolari, giochi che ci avrebbero aiutato ancora di più a capire la parola di Gesù.
Li ho divisi in due squadre: i gialli e i verdi.
Tutti hanno subito notato il nuovo cartellone appeso su cui era scritto "la pecorella smarrita sono io quando" e di seguito l'immagine di una pecorella che abbiamo subito provveduto a riempire di batuffoli di cotone.
Ai piedi del cartellone avevo distribuito delle carte che raffiguravano atteggiamenti che possono allontanare da Gesù insieme a carte che mostrano invece atteggiamenti positivi.
Al mio via un bimbo di ogni squadra a turno doveva attaccare sotto la pecorella l'immagine giusta...e quindi quell'immagine che indica quando siamo come la pecorella smarrita.


Avevo il sospetto, a causa della simpatia che provano per la pecorella, che non riuscissero ad abbinare alla pecorella smarrita le azioni negative nonostante conoscessero bene la parabola.
E infatti sono stati molti quelli che d'istinto attaccavano la carta sbagliata.


Abbiamo così riflettuto su ogni singola carta e ognuno ha raccontato di quando si era comportato in quel modo o a come si è sentito quando ha ricevuto gesti belli o brutti dagli amici...
Di queste riflessioni ne abbiamo poi fatto delle piccole drammatizzazioni.
Ho infatti scoperto che la drammatizzazione li diverte molto e li aiuta ancora di più ad immedesimarsi nelle situazioni affrontate.
E' per questo che d'ora in avanti ho intenzione di usarla molto spesso.

Ma non è finita qui...c'è ancora il telo verde da scoprire!!!
Questa volta il nostro telo nasconde un gioco simile al "gioco dell'oca".
C'è infatti un grande dado e due pedine, una gialla e una verde.
Nel via è disegnato il buon Pastore che dovrà arrivare alla sua pecorella smarrita dopo varie peripezie.
Nei quadri sono rappresentate diverse scene: alcune tracciano in breve la storia di Gesù, dalla nascita alla morte, con domande da rispondere se si vuole avanzare; altre sono semplici scene di vita tra bambini, negative (che fanno indietreggiare) o positive (per avanzare).
Bhè! Ci siamo proprio divertiti!

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15 febbraio 2007

Il seminatore...un'altra parabola!

La Parola crescerà pian piano nel nostro "giardino segreto"!


Obiettivi
  • Conoscere alcune parabole raccontate da Gesù
  • Cogliere il significato e l'insegnamento della parabola "Il seminatore"
  • Sensibilizzare al valore della Parola di Gesù.
Ecco un'altra parabola!
Ma questa volta inizio l'incontro decidendo di provare una preghiera nuova e molto speciale...
Dopo aver acceso la candelina davanti alla Bibbia e fatto il segno della croce chiedo loro di dire liberamente qualcosa a Gesù.
Questo cambiamento li ha un pò spiazzati...c'è stato infatti un attimo di silenzio ma poi ognuno ha detto la sua!
Ho notato che i grandi e i mezzani hanno ringraziato Gesù rifacendosi molto agli argomenti affrontati negli incontri passati e questo mi ha resa molto contenta.
Molti infatti hanno pregato così: "Grazie per aver creato il mondo!" "Grazie per avermi fatto nascere!"..."Grazie perchè mi vuoi bene!"..."Grazie per la mia mamma e il mio papà!"...
I piccoli invece mi hanno fatto molta tenerezza perchè guardando fissa la candelina parlavano a Gesù come alla maestra o un amico, raccontando cosa aveva fatto ieri il nonno...o che la mamma aveva comprato delle caramelle buonissime...oppure..."guarda Gesù!"mentre veniva mostrata la maglietta nuova...o, semplicemente...un timido sorriso.

Appena conclusa la preghiera l'attenzione è stata tutta per il telo verde al centro della stanza...cosa ci sarà questa volta?
Prendo la Bibbia e inizio a leggere Luca 8, 4-8 "Parabola del Seminatore".


Come per "Il buon Pastore" mano a mano che procedo nella lettura elimino il telo e muovo tutti i personaggi...mentre il seminatore semina, un seme cade nella strada e verrà poi mangiato dall'uccellino...un altro seme cade tra i sessi e verrà bruciato dal sole perchè non riesce a fare radici profonde...un altro ancora cade tra i rovi che lo soffocheranno...quelli invece seminati nella terra diventeranno delle splendide spighe!

Ho spiegato loro che il seminatore è Gesù e che i semi sono le sue parole, sono tutti i suoi insegnamenti che troviamo nella Bibbia e che dobbiamo far crescere nel nostro cuore e far si che
portino frutto diventando grandi e forti come quelle spighe!
Ho allora chiesto: "Il nostro cuore deve essere come la strada dura, come i sassi brulli, come i rovi spinosi e secchi o come la terra morbida?"
Un bel coro ha risposto: "come la terraaaa..."e alcuni hanno aggiunto: "perchè solo lì il semino diventa spiga!"
Abbiamo parlato di quali potessero essere i semini di Gesù che già conoscono..."essere buoni"..."dare retta a mamma e papà"..."voler bene agli amici" "non litigare"...ognuno ha trovato un semino di Gesù per sè.
Li hanno poi disegnati (sotto forma di azioni buone) su petali di carta colorata e appoggiati in un "giardinetto di carta" che avevo precedentemente costruito.
Dopo aver promesso che il loro cuore sarebbe stato come la terra e non come la strada, i sassi o i rovi, i nostri semini si sono trasformati in splendidi fiori colorati!
Li ho visti molto soddisfatti di questa trasformazione...e ognuno ha controllato dov'era il proprio petalo.


Infine un momento che li ha entusiasmati particolarmente e che ho promesso loro di ripetere nei prossimi incontri è stata la drammatizzazione della parabola dove un bimbo interpretava il seminatore, alcuni i semini, uno l'uccellino, un altro i rovi e alcuni il sole.
Si sono così immedesimati nella parte memorizzando molto bene il racconto e divertendosi.
Inoltre chi faceva il semino nella terra, inizialmente stava tutto rannicchiato a terra facendosi piccolo piccolo (su mia indicazione) ma, diventato una spiga, di propria iniziativa, si è messo in punta di piedi spingendo le braccia in su con molta forza.


Questi gesti mi hanno fatto capire che forse avevano davvero intuito la grandezza e lo splendore di queste "spighe"!

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25 gennaio 2007

La pecorella perduta e ritrovata...ma cos'è la parabola???

Dio è un buon pastore. Egli va in cerca della pecora smarrita e grande è la sua gioia quando la ritrova!



Obiettivi
  • Conoscere alcune parabole raccontate da Gesù
  • Scoprire che attraverso le parabole, Gesù rivela l'amore di Dio
  • Cogliere il significato e l'insegnamento della parabola "Il Buon Pastore"
  • Capire che per Dio ciascuno di noi è unico e che ci ama tutti allo stesso modo
  • Sapere cos'è una parabola
  • Iniziare a conoscere gli amici di Gesù, gli apostoli
Ma cos'è una parabola???
Dopo aver salutato Gesù con una preghierina e acceso la candelina, simbolo della sua presenza lì con noi, ho posto questa domanda.
Cos'è una parabola?
Tutti si sono trovati d'accordo nel ritenere che la parabola sia l'antenna parabolica!
:-)
Ho spiegato loro che le parabole sono racconti
di Gesù molto semplici e che ora si trovano nella Bibbia.
Sono racconti diversi dalle favole che conosciamo perchè toccano il nostro cuore e ci aiutano a capire gli insegnamenti di Gesù.
Ho così spento la luce...erano tutti curiosi di scoprire cosa nascondesse il telo verde al centro della saletta illuminato da una lampada.
Ho iniziato a leggere Giovanni 10 e Luca 15 sottolineando l'amore personale e la presenza protettiva del buon Pastore: chiama ogni sua pecorella per nome, le conosce tutte anche se sono tante, le ama tutte in ugual modo...
Durante il racconto ho eliminato il telo che nascondeva un recinto con tante pecorelle, il buon Pastore e il rovo di spini che ha subito rapito la loro attenzione...
Ho mimato ogni azione...li ho visti attenti, presi, preoccupati quando la pecorella era sola tra le spine, contenti quando il Pastore la ritrova e la porta con sè.
Ho fatto poi raccontare e muovere i personaggi ad ognuno di loro...
...intervallando domande come "cosa succede in questa parabola?" "perchè il pastore è andato in cerca della sua pecora?" "Cosa pensava la pecorella andando via?" "e dopo? Nel crepaccio tra i rovi?" "E sulle spalle del suo pastore?"...

Questo momento ha occupato gran parte del tempo ma tutti ci tenevano così tanto a partecipare che ho deciso di dedicarvi tutto lo spazio necessario...

Mi sono stupita vedendo che molti davano per sottinteso che il Pastore fosse Dio.
Immediato è stato allora fare capire che noi siamo come quelle pecorelle...e tante volte come la pecorella smarrita!
Ognuno di noi ha poi costruito la propria pecorella con il proprio nome.

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11 gennaio 2007

Crescere con Dio...proprio come Gesù!

Gesù è cresciuto come noi, ha imparato a crescere.
Anche in noi, a partire dal battesimo, cresce l'amore di Dio.

Obiettivi:
  • Comprendere il significato cristiano del sacramento del Battesimo.
  • Riconoscere i simboli del Battesimo

Oggi una splendida novità!
La sezione dei 3 anni si unisce a noi! Nuovi amici!...bello vedere la cura con cui i mezzani e i grandi si sentono responsabili nei confronti dei più piccoli e se ne prendono cura.
Questa volta abbiamo scoperto che anche Gesù Bambino, che a Natale era un bebè, è cresciuto come noi.
Tutti hanno espresso il proprio desiderio di crescere...chi per guidare una super moto come Valentino Rossi, chi per diventare una maestra, chi una mamma, chi per comprare da solo le caramelle...
Tutti i bimbi si accorgono di come i loro vestiti diventano piccoli in poco tempo...vedono crescere le proprie gambe, braccia...ma ho svelato loro che ci sono tante altre cose molto importanti che crescono ma non si vedono con gli occhi...
Ho chiesto loro di provare a dire quali potessero essere queste cose che non riusciamo a vedere con gli occhi...c'è chi ha tentato un'ipotesi dicendo: "potrebbe essere quello che c'è dentro alla pancia con il sangue..."...oppure "le ossa!" ma poi un bimbo è intervenuto dicendo che i dottori quelle cose le vedono!
E allora quale sarà mai questa cosa?
Ho così svelato loro che quando eravamo piccoli siamo stati battezzati e in quel momento Gesù ci ha donato lo
Spirito di Amore!
Lo Spirito ci rende capaci di essere miti, gioiosi, pazienti, di aver fiducia in Dio e anche di perdonare ed è con noi quando preghiamo!
Abbiamo così riflettuto su come poter far crescere questo splendido dono che ci ha fatto entrare nella famiglia di Gesù...come facciamo a dimostrare che amiamo? come lo dimostrano mamma e papà? Lo si può dimostrare anche a Dio?
Dopo questo confronto abbiamo eliminato il nostro telo verde che nascondeva un cartellone con tante finestrelle da aprire...ogni finestrella nascondeva un simbolo del battesimo.
Abbiamo così ripercorso i momenti del Battesimo cercando di coglierne il significato...
Così
l'acqua che ci bagna la testa non è più semplice acqua ma ci fa capire che Gesù ci immerge nel suo amore.
L'olio sacro e il gesto dell'unzione indicano che come quest'olio penetra nella pelle, lo Spirito penetra il nostro cuore.
L'abito bianco (la veste battesimale) indica purezza, innocenza...
E infine il
cero che indica come nel battesimo diventiamo luce con Cristo.

Ma questo Spirito come è difficile da capire!!!
Com'è? Come faccio a sapere che c'è?...
Così ho fatto riflettere i bimbi dicendo loro che il soffio, il vento...non si vedono! Ma si possono sentire e si vede quello che fanno!
Cosa fa il vento?...c'è chi ha detto che rinfresca, che muove le foglie degli alberi, che asciuga i vestiti stesi all'aperto...e il soffio?...spegne le candeline, raffredda la minestra, fa volare i semi dei "soffioni"...
E il soffio dello Spirito di Gesù che abbiamo ricevuto nel battesimo è proprio così!
Non lo vedo ma lo sento!E' come lo slancio che spinge in avanti la nostra barchetta!
E' come lo slancio che ci spinge a correre ad abbracciare mamma e papà...a regalare un bel disegno...a consolare un amico che piange...



Abbiamo concluso andando in chiesa a vedere la fonte battesimale e cantando una bella preghiera a Gesù ("Gesù sta passando per di qua!")

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01 dicembre 2006

La gioiosa attesa

Anch'io, come Maria, devo dirti dei "sì", Signore!
"Sì" per aiutare, "sì" per amare...il mio cuore ti aspetta!
Vieni ad abitare in me, nella mia casa e nel mio cuore!
Senza il nostro "sì" l'amore non può essere manifestato!



Obiettivi:
  • Conoscere gli avvenimenti che precedono la nascita di Gesù
  • Intuire che Gesù è un dono agli uomini
  • Conoscere la figura di Maria, madre di Gesù
  • Conoscere il significato religioso dell'attesa: l'Avvento
  • Riflettere sul momento dell'attesa che precede la nascita di ogni bambino
  • Vivere il S.Natale come festa di luce, di pace e di amore.
Dopo aver acceso la nostra candelina e salutato Gesù con un canto, ho spento le luci.
Ho deciso di iniziare questo incontro con un "racconta-mani" (sono storie in cui abbino alla voce una gestualità molto marcata e l'uso di teatrini e personaggi da muovere).
Ho lasciato la stanza buia...solo una lampada con luce soffusa illuminava il solito telone verde che nascondeva un piccolo teatrino.
Ho raccontato la storia di stellina...una piccola stella, la meno luminosa del cielo che aveva paura del buio...così ogni notte per lei era un tormento.
Le altre stelle le erano lontane...era sola e non poteva raggiungerle perchè, essendo una stella, era fissa nel cielo.
E' grazie ad un grande dono che stellina supera la paura.
Il sole le regala una parte di sè...un suo prezioso raggio e da quel momento stellina è trasformata in una splendida e luminosa stella cometa che può spostarsi nel cielo per avvicinarsi a tutte le sue amiche stelle...



Gesù è il dono che Dio fa a tutti noi.
E' il dono più grande che ci trasforma!
Come una stella nella notte, Gesù viene a dare al mondo la luce del suo amore.
Dopo aver letto il Vangelo secondo Luca 1,26-38 (Annunciazione a Maria), è stato coinvolgente per i bambini parlare di Maria, paragonarla alla propria mamma e iniziare a riflettere sulla nascita di Gesù.
Ho cercato di preparare il loro cuore al Natale aiutandoli a pensare alle cose veramente buone che potrebbero fare per dire il loro "sì" a Dio.
Infine ci siamo divertiti a creare le nostre candeline che contro i vetri risplendevano di colori più luminosi per ricordarci che l'amore di Gesù brilla e illumina la nostra vita!
...Buon Natale!

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09 novembre 2006

Come Noè...amiamo e proteggiamo il Mondo!

Dio salva Noè e la sua famiglia dal Diluvio.
Stringe alleanza per sempre con il suo popolo.
Dio è fedele! Mantiene sempre le sue promesse!



Obiettivi:
  • Conoscere la figura e il ruolo di Noè
  • Scoprire la figura di Dio, garante di vita
  • Intuire i segni della presenza di Dio



Eccoci al secondo incontro.
Ora è già tutto più famigliare...è bello vedere il rispetto e l'attenzione che tutti i bimbi hanno nel prendere posto, si richiamano a vicenda se c'è confusione perchè dicono che "questo è un incontro speciale...parliamo con Gesù".
Come facciamo ogni volta, accendiamo una candelina davanti alla Bibbia (che una bimba ha definito così: "...è come un gioiello, non di quelli finti però") nel nostro piccolo angolo preghiera.
E' un momento di grande silenzio e attenzione per tutti e mi da grande gioia vedere la loro meraviglia di fronte a questa piccola fiammella.
Li vedo curiosi...al centro della stanza c'è un telo verde, lo stesso che la volta precedente ricopriva il cartellone della creazione.
Spiego che quando Dio ha creato il mondo così bello, l'ha affidato agli uomini.
Gli uomini hanno preso la terra, ma hanno dimenticato Dio.
Questa era una grande delusione per Dio...ma Egli ha trovato Noè per ricominciare con gli uomini una nuova amicizia.
Inizio così a leggere Genesi 6,5-8,22. Il Diluvio, la storia di Noè.
Mano a mano che procedo con il racconto scopro dal telo i personaggi...prima Noè...poi l'arca...gli animali...il diluvio...l'arcobaleno...
Si sono poi divertiti a ripetere da soli il racconto e a muovere tutti i personaggi.
Abbiamo chiuso l'incontro "battendo un 5" alla mano di Dio...gli abbiamo simbolicamente stretto la mano perche all'unanime ABBIAMO DECISO DI FIDARCI DI LUI COME AVEVA FATTO NOE'!

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19 ottobre 2006

Grazie, Signore, per il cielo e per la terra, per tutto ciò che è bello, per tutto ciò che è buono!

Dio ha creato un mondo bellissimo! Ammirarlo significa ringraziare Dio!
Egli voleva delle mamme, dei papà e dei bambini perchè lo abitassero e fossero felici...guardate!



Obiettivi:

  • Scoprire che Dio ha creato il cielo e la terra
  • Intuire nel gesto della creazione la bontà di Dio
  • Favorire atteggiamenti di gioia, di meraviglia e di stupore nell'osservare il Creato
  • Imparare ad amare il creato, dono di Dio
  • Intuire la necessità di rispettare il Creato
  • Cogliere la differenza tra ciò che è creato da Dio e ciò che è costruito dall'uomo
  • Intuire che TUTTI I GIORNI Dio dona le bellezze del mondo agli uomini

Tutti ci accorgiamo come il bambino ammira la natura, i fiori, gli animali piccoli e grandi, l'acqua, il mare, la montagna...
Perchè non fargli condividere, in questo primo incontro, lo sguardo del credente sulla Creazione?
Ecco che ho deciso di aprire con il brano di Genesi 1,1-28.
Non sapevo quanto sarebbe stato recepito dai bambini ma ho deciso di non intervallare la lettura con spiegazioni...ho lasciato che fossero loro a chiedermi cosa non capivano.
Che meraviglia!
Tutti hanno accettato con molta ovvietà questo brano...una bimba della sezione dei 4 anni ha interrotto dicendo: "...lo dicevo io che non poteva essere già tutto così nel mondo...!" e un altro: "è vero! Noi non potevamo fare il mare, il sole da soli. Nemmeno il mio babbo sarebbe stato capace.." :-)



Per aiutarli nella comprensione ho riletto il brano utilizzando un cartellone che segue il racconto costruendosi man mano...ogni giorno una scoperta...dal buio alla luce...poi l'acqua...la terra...il sole, la luna e le stelle...così fino alla creazione dell'uomo.
Quasi tutti i bimbi mi hanno salutata dicendo: "...maestra! Ma Dio è stato proprio buono con noi!" ...non potevo non sorridere dentro...sarà però mio dovere aiutarli a capire che Dio buono lo è tutt'ora...e lo sarà ;-)
Alla prossima!

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